Analisi Episodio 1×03 ( Kit Nelson )

Eccoci, al terzo episodio di Alcatraz, e quindi, al terzo prigioniero da catturare.

Episodio dopo episodio, i bad guys sono sempre più psicopatici, e questo Kit Nelson, viene oltretutto interpretato dall’attore Michael Eklund, indimenticato psicopatico/autistico, nel terzo episodio della terza stagione di Fringe (Plateau). Anche se è stato in Fringe per un unico episodio, il suo ruolo è stato così d’impatto che io non l’ho più dimenticato. Ecco l’inquietante scena iniziale di quell’episodio:

L’episodio inizia subito con Nelson che rapisce un bambino, lasciando sul suo cuscino un fiore di crisantemo.Dopodichè lo vediamo ad Alcatraz, durante la pausa d’aria, venire picchiato a sangue dagli altri prigionieri.

Nel frattempo, Soto intento a mettere su fumetto, le avventure vissute fino a quel momento:

Il Fumetto di Soto

sente, tramite un computer, con il quale “ruba” le frequenze della polizia, di una segnalazione della scomparsa di un bambino, e del ritrovamento sul suo cuscino di un crisantemo.

Subito capisce il collegamento, e cercandone conferma nei suoi archivi, capisce di avere a che fare con il prigioniero Kit Nelson.

Nel frattempo scopriamo che la situazione di Lucy Barnerjee è stabile, ma senza miglioramenti.

Lucy Barnerjee

In particolare, scopriamo che è stato danneggiato il nodo sinoatriale, che ha il compito, di generare le scariche elettriche che fanno funzionare il cuore.

Hauser, sembra particolarmente provato dallo stato della sua collega.

Arriva quindi Soto, che mette al corrente i nostri, delle attività del redivivo Nelson ed insieme iniziano le indagini presso la casa del bimbo scomparso.

Nel frattempo, vediamo Nelson che porta il suo piccolo ostaggio a pescare.

Kit Nelson a pesca

Notiamo il numero 23 sulla barca.

Nel frattempo, back in 1963, vediamo che Nelson è in infermeria, dove viene medicato per le numerose ferite causate dal pestaggio, e nel letto di fianco a lui, dietro ad un paravento, c’è l’ombra del detenuto 2002, as always.

Il nonno di Rebecca, viene chiamato Madsen dai dottori, per non farci scordare il grado di parentela con la detective protagonista, e mentre racconta di essere sottoposto a prelievi di sangue in dosi massicce, racconta a Nelson, che il pestaggio è dovuto al fatto che lui uccide i bambini.

Detenuto 2002 - Nonno di Rebecca Madsen

Nel frattempo, ai giorni nostri, vediamo Nelson costringere il bambino ad un gioco sadico, in cui  a vicenda devono trattenere l’altro sott’acqua, ed in seguito, al cinema, lo obbliga a mangiare i popcorn.

I nostri detective preferiti, intanto continuano le ricerche, ma sono sempre un passo dopo il prigioniero.

Nel 1963 intanto, il direttore del penitenziario, conduce Kit, in sedia a rotelle, alle pareti dove ricevono visite, in quanto il padre del prigioniero, nonostante non fosse sulla lista degli ospiti, è venuto a trovarlo.

Assistiamo quindi ad una scena in cui Hauser, davanti alle strumentazioni informatiche nel suo laboratorio (quelle utilizzate da Lucy), sbotta e scaraventa tutto a terra.

Siccome il modus operandi dell’assasino prevede che dopo 48 ore dal rapimento, riporti il cadavere della vittima, nella casa, Hauser sospende tutte le operazioni di ricerca, in modo da catturarlo al momento in cui porterà il corpo del bambino.

Così facendo, si pagherebbe il prezzo della morte del bambino, e Soto non ci sta, urlando contro Hauser, e andandosene.

Soto, segue una sua ipotesi, ovvero la passione di Kit Nelson per la torta di ciliegie, inizia quindi a girare tutti i bar della zona, e a cercare in quali di questi fosse stato avvistato Nelson.

Rebecca intanto deve convincere Hauser, dell’importanza della presenza di Soto nelle indagini, in quanto unico esperto in materia tra i tre.

Finalmente, in un bar, mentre è seduto a mangiare torta, Soto si accorge della presenza di Nelson e del bambino, e avverte Rebecca al telefono.

Nel passato scopriamo che il padre è venuto a comunicare al figlio assassino, la morte della madre, e a scoprire come è realmente morto il fratellino di 11 anni.

La madre aveva sempre asserito fosse morto di scarlattina, ma lui non vi ha mai creduto, e quando il figlio conferma la versione della madre, si dichiara felice della presenza di Alcatraz per punire persone come lui.

Nel bar, nel frattempo Nelson e il bambino si alzano per andarsene, Soto cerca, invano, di fermarli, e quando escono arriva Rebecca, Nelson punta una pistola al collo del bambino ordinando di incatenarsi ad un tubo, e di non seguirli se non vogliono la morte del bambino.

I due eseguono gli ordini, e dopo essersi liberati grazie ad un colpo di pistola di Rebecca, scoprono di aver perso le tracce del fuggiasco e del bambino.

Frugando tra gli effetti personali del Nelson prigioniero, scoprono che era in possesso di diversi pacchetti di sigarette molto costose, e giungono così, controllando le entrate e uscite in denaro della prigione, a scoprire che Nelson lavorava per una ditta di costruzioni, specializzata nella costruzione di bunker anti bomba.

Scoprono quindi la presenza di un bunker in un bosco lì vicino.

All’interno del bunker, Nelson sta giocando a dama col bambino e perde le staffe.

Nel frattempo negli anni 60, Nelson viene rinchiuso in una cella di isolamento senza luce, dove si trova in compagnia del capo della prigione, smanioso di scoprire la verità sulla morte del fratello del prigioniero (sponsorizzato a dovere dal padre di Nelson, si suppone).

Ricattando il prigioniero, con la promessa di liberarlo se gli avesse detto la verità, scopriamo che il piccolo è stato strozzato dalle stesse mani di Nelson, che ha poi depositato un crisantemo sul letto della madre come consolazione, e che da quel momento, non è più riuscito a fermarsi.

Nel bunker, il piccolo rompe l’unica luce con una scarpa, e fugge dalla scala, attraverso il bosco.

Rebecca e Soto arrivano e sentono le grida di aiuto del bambino.

Nelson non è armato, ma intima di non sparargli, pena la morte del bambino, ma un colpo alla testa dalla pistola di Hauser, risolve il tutto.

Nel frattempo scopriamo che Soto, quando aveva 11 anni, è stato rapito a sua volta, e così è spiegato come mai questo caso gli stesse così a cuore.

Le verità su Diego Soto

Soto racconta tutto questo al bambino ma non a Rebecca. Hauser sembra già esserne a conoscenza, poichè gli dice che nella sua squadra non vuole il Diego Soto undicenne.

Nella scena finale, vediamo Emerson portare il cadavere di Nelson, nel bunker sotterraneo.

Emerson porta il cadavere di Kitn Nelson nel bunker

Deposita quindi il cadavere su di un tavolo, in una stanza adibita a studio medico, in cui opera il dott. Beauregard. E qui, il grande mistero della puntata: gli dice infatti di poter aver bisogno del suo aiuto, per una persona sua amica, in base all’evolversi delle cose. Lasciando intendere che il dottore in questione sia in grado, in un qualche modo di far resuscitare i morti, e che l’aiuto richiesto, sia per Kucy.

Come è possibile che il dottore riesca a riportare in vita i morti?

Perchè Emerson ha bisogno di tutti i detenuti vivi?

Nella scen finale, il dottore accende la radio, e fischiettando in modo inquietante, si prepara a compiere il suo lavoro, che non ci viene mostrato.

Il Dottore all'opera

Nuovi misteri. Cosa è in grado di fare il dottore con i cadaveri? Perchè Hauser è così legato a Lucy? Da chi è stato rapito Soto, quando aveva 11 anni? Che questo rapimento, sia stata la scintilla che ha acceso la sua passione per Alcatraz? Perchè il nonno di Rebeccaè sempre perennemente in Infermeria? Perchè gli prelevavano il sangue?

Per la loro risoluzione, as always…

..Stay tuned

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Studente, web developer, apple maniaco, tv shows addicted, bagnino e istruttore di Nuoto, amante degli m&m's alle arachidi, twitter-star wannabe....insomma un sacco di cose...:D
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