Analisi Episodio 1×04 ( Cal Sweeney )

Eccoci all’analisi del quarto episodio.

Scusate il ritardo ma esami all’orizzonte, impegni lavorativi e neve ci hanno permesso solo ora di poter analizzare l’episodio.

Iniziamo subito constatado che l’attore scelto per interpretare Cal Sweeney, è niente popòdimeno che Eric Johnson che io ricordo per il suo ruolo di Whitney Fordman in Smallville (il belloccio ragazzo di Lana nella prima stagione) ma che ha anche interpretato Flash Gordon nell’unica stagione dell’omonima serie tv.

Lo vediamo entrare in una banca, e subito appartarsi con un’impiegata, nel caveau delle cassette di sicurezza, e durante una fase di petting molto vissuta, iniettarle una sostanza che le fa perdere i sensi.

Qui inizia a sfondare un certo numero di cassette, e rovistando il loro contenuto, fino a trovare una collana.

Dopodichè, sorpreso da un altro impiegato della banca, lo uccide e fugge.

Nel 1960 lo vediamo, mentre è al lavoro nella lavanderia di Alcatraz, dare nozioni ad un detenuto più giovane riguardo allo scambio illegale di qualsiasi tipo di materiale, non ammesso, inserendolo nelle tasche dei vestiti da restituire poi ai detenuti, facendosi pagare profumatamente.

Il nostro simpatico Tiller, nel frattempo ha fatto rivoltare la stanza di Sweeney, che accorrendo nella sua cella, e non trovando più qualcosa che gli appartiene, richiede di andare a colloquio con il Sig. Tiller.

Ai giorni nostri, Soto e Rebecca sono a colazione in un ristorante cinese (non chiedetemi cosa si mangia a colazione in un ristorante cinese, non ci sono mai stato :) ), e vengono avvisati di una rapina in banca con omicidio e subito Soto spara il nome di Sweeney.

Scopriamo quindi che Sweeney non era solito lasciare morti dietro di lui, deducendo in questo modo che qualcosa non sia andato come voleva, nel suo piano, e che magari sia stato scoperto.

Nel frattempo Cal Sweeney si reca a casa del proprietario della cassetta di sicurezza contenente la collana, fingendosi un incaricato ad investigare sugli oggetti rubati.

Nelle sue domande di indagine, appare particolarmente interessato alla storia romantica del “derubato” e di sua moglie, e non ottenendo risposte, ferisce a morte il malcapitato.

Nel 1960, Kal interroga Tiller sulla sparizione degli oggetti dalla sua cella, in particolare di una scatola, ricattandolo di non rifornire più i prigionieri della sua opera di “mercante” nel mercato nero di sigarette o altro materiale proibito; lasciando intendere che i prigionieri su di giri, non possono che combinare guai. Tiller reagisce, avvisandolo con una metafora sulla rasatura…

Soto e Rebecca nel frattempo dopo aver visitato tutte le case dei derubati, giungono in quella in cui poco fa avevamo visto entrare Sweeney e, in compagnia della donna di casa, scoprono il cadavere del marito di quest’ultima.

Sweeney, intanto entra in un’altra banca e con la solita procedura riesce a recarsi nel caveau.

Nel frattempo, negli anni 60, Cal e il suo adepto riescono ad infiltrarsi alla cena di compleanno di Tiller come camerieri, corrompendo un prigioniero/cameriere con sigarette.

Alla cena, oltre ad una gradita sorpresa che vedremo tra poco, il festeggiato è accompagnato dalla sorella, con evidenti problemi fisici e mentali.

La cena si svolge a casa del direttore, e tra i commensali troviamo la Dott.sa Singupta/Lucy Barnerjee che, tirandosela un po’, espone agli altri, tutte le lauree e le specializzazioni di cui è in possesso, sostenendo la sua teoria su come guarire i detenuti.

I nostri detective, dai video di sorveglianza delle banche, scoprono che Sweeney aveva corteggiato le impiegate regalandole fiori, e andando nella fioreria, scoprono qual’è l’altra banca che il detenuto ha intenzione di rapinare.

Ma è già troppo tardi, e Sweney sta già amoreggiando con la bancaria, e cercando di inalarle la sostanza che le avrebbe fatto perdere i sensi, viene scoperto dalla malcapitata che attiva l’allarme.

Sweeney la tramortisce, ruba dalla cassetta da cui doveva rubare, ma non riesce più ad uscire, perchè nel frattempo la polizia ha già circondato l’edificio.

I nostri arrivano, ma è troppo tardi, la polizia ha già iniziato la procedura, come se fosse un caso di rapimento con ostaggi.

Torniamo negli anni ’60: ecco che Tiller scarta il regalo del Direttore che si rivela essere una nuova preziosa penna. Qua è necessaria una citazione al tweet di E.B. Tiller in cui afferma che dal suo punto di vista è meglio usare una penna piuttosto che dar libero sfogo alla propria mente come la sorella. Sono proprio le parole di elogio che spende il Direttore per il “suo uomo migliore”.

Ed ecco che parte il piano: l’adepto di Cal, ribalta appositamente liquido sui vestiti di Tiller, che si reca quindi in bagno per pulirli.


In bagno viene raggiunto da Sweeny, che lo interroga pesantemente sulla posizione della sua scatola.

Ne segue uno scontro in cui il prigioniero ne esce perdente, ferito alla gamba dalla penna stilografica che era appena stata regalata a Tiller dal direttore, e con la promessa, di venire recluso per un mese nella “Buca” (“Hole” in inglese).

Nel frattempo, da un’idea di Hauser, decidono di aiutare il detenuto a sfuggire alla polizia. Emerson distrarrà i poliziotti, Rebecca si infiltrerà nella banca e lo farà uscire.

Rebecca riesce ad entrare tramite i condotti di areazione (sì, Soto conosce anche le planimetrie di tutti gli edifici di San Francisco :D ), e qui, convince Sweeney ad uscire travestito da poliziotto.

I due scappano, e Sweeney indica a Rebecca (che ritiene sua prigioniera) quale strada seguire. Soto ed Emerson seguono a distanza.

Back in the 60s scopriamo che è stato proprio il ragazzino adepto del detenuto protagonista a rubargli la scatola, e dopo avergliela restituita, Sweeny la guarda e la accarezza commosso, quindi la schiaccia con un piede, proprio mentre le guardie lo vengono a prenderlo per trasferirlo.

Rebecca intanto, si schianta contro un’altra auto, facendo perdere i sensi al malvivente, che era senza cintura.

Recupera così la refurtiva della seconda banca che scopriamo essere una chiave identica a quella recuperata da Jack Sylvane nel primo episodio.

Chiedendo spiegazioni in merito ad Hauser, non ottengono nessun chiarimento; noi invece vediamo Hauser recarsi in una nuova area adibita a laboratori, tra le mura di Alcatraz, all’interno della quale fa esaminare la composizione delle due chiavi, per vedere se forniscono una spiegazione al “salto”.

Scoprendo unicamente che l’impugnatura sembra essere stata intagliata con un laser, cosa impossibile per gli anni 60.

Infine, vediamo l’adepto di Sweeney, venir trasportato in una stanza sotterranea, dal direttore della prigione in persona!!

I due arrivano davanti ad una porta, che si apre con tre chiavi, prima due contemporaneamente (che assomigliano molto a quelle che Hauser sta analizzando), e poi una terza.

Dell’interno di questa stanza non ci viene mostrato nulla, ma inserendolo nella stanza il direttore dice : “il tuo futuro sta per diventare più luminoso. Non essere timido”.

Che questa stanza abbia a che fare con i salti temporali? Perchè luminoso?

Altri dubbi sorti durante l’episodio, sono invece i seguenti:

Cal Sweeney ha sempre rubato dalle cassette, tendendo però a non uccidere nessuno. Perchè si reca a casa del proprietario della collana e lo uccide? Capiamo che gli è stato ordinato di ritrovare la chiave (come successe a Jack Sylvane), allora perchè non si è recato direttamente nella banca giusta? Potrebbe esserci un qualche conflitto tra la programmazione “mentale” per il recupero chiavi, con cui sono arrivati al presente, e la loro natura?

Inoltre, ci vengono presentate altre nuove misteriose domande:

– La stanza piena di computer e scienziati, è una nuova sezione del laboratorio di Huser che non era ancora stata mostrata, tutti pronti ad analizzare le chiavi e a scoprire cosa aprono. Quante stanze esistono ancora di cui noi non siamo a conoscenza?

– Hauser, dice riguardo ai detenuti: “jumped”, il che potrebbe essere una prova maggiore del fatto che hanno fatto un “salto temporale”. Staremo a vedere.

– Le chiavi sembrano avere dei tagli laser, impossbili per l’epoca, ma rimane il fatto che vediamo usare proprio quelle chiavi dal direttore del carcere.

– Infine chi è questo ‘ospite sotterraneo’ che se ne sta al di sotto di Alcatraz, dentro alla stanza misteriosa che va aperta con tre chiavi? Che sia la stanza in cui vengano “congelati” i prigionieri in attesa di un futuro (oggi) più luminoso?

Per questi, e altri misteri, as always….

…Stay Tuned!!

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Studente, web developer, apple maniaco, tv shows addicted, bagnino e istruttore di Nuoto, amante degli m&m's alle arachidi, twitter-star wannabe....insomma un sacco di cose...:D
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2 risposte a Analisi Episodio 1×04 ( Cal Sweeney )

  1. engineergio ha detto:

    Altre domande che a me vengono in mente sono (forse alcune sono già comparse nei post precedenti)

    – Tiller è al corrente degli oscuri magheggi del direttore?

    – È evidente che anche il dottore e Lucy Barnerjee hanno “jumpato”. Ma allora perché non sono “cattivi” come i detenuti. E non ricordano niente? Oppure sanno qualcosa e non ci viene rivelato per far proseguire la serie?

    – Durante l’inseguimento Emerson menziona nuovamente il trauma del Soto undicenne. Cosa gli successe?

    – I flashback sono ambientati nel 1960, mentre il fattaccio è avvenuto nel 1963. Possiamo supporre che è stata pensata una trama principale per 3 stagioni?

  2. arsenico13 ha detto:

    Secondo me il “congelamento” degli immates è da escludere…credo che sia più un fatto di salti temporali più che di attesa.
    Per quanto riguarda le domande di engineergio:
    – Secondo me no, non ne è al corrente. Tra l’altro, durante la cena, quando il direttore gli dice “…blablabla.. per il mio uomo migliore..”, lui ha un’espressione alquanto strana. Uno non sa dell’altro, penso.
    – Quando “Jumpy” non diventi cattivo per forza, ritorni con il carattere che avevi all’inizio. Per quanto riguarda i ricordi… boh!
    – Soto è stato rapito quando aveva 11 anni, come è successo al ragazzino nell’episodio 3.
    – Lo spero… lo spero con tutto il cuore. Se diventa come Lost, e cioè si inventano le cose mano a mano… mi verrebbe voglia di sputargli negli occhi a tutti.

    Ovviamente queste sono solo mie opinioni, supposizioni, niente di più =)

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