Reazioni positive dei giornali italiani alla premiere di Alcatraz!

Mediaset lancia un comunicato in cui afferma che “Alcatraz conquista i giornalisti” e allega le recensioni dei maggiori quotidiani italiani all’indomani della premiere. Dopo il salto un breve riassunto estrapolato da “Il Corriere della Sera”, “Il Giornale” e “La Repubblica”.

Partiamo subito con la rubrica “A fil di rete” di Aldo Grasso del Corriere della Sera, il quale afferma che: “Ancora una volta, J.J. Abrams ci regala una delle sue saghe fatte apposta per scalfire le nostre certezze, la nostra comprensione razionale dei fatti. […] Ancora una volta ad Abrams importa più la costruzione drammaturgica della rivelazione ultima dei segreti di Alcatraz. Ogni episodio ha una storia chiusa in sé, a scioglimento, ma ogni episodio è altresì legato da una trama orizzontale fatta apposta per sfidare le leggi spazio-temporali. Come in Lost (inevitabile termine di confronto, volutamente richiamato dalle musiche di Michael Giacchino). Quando un autore come J.J. Abrams dissemina, infatti, i segni della sua poetica, c’è sempre il rischio che possano essere scambiati come elementi di ripetizione, anche se la reiterazione è il fondamento stesso della serialità”. Link all’articolo.

Proseguiamo con Maurizio Caverzan, de Il Giornale, che nella rubrica “Potere al telecomando” ci dice: “Si snoda per interrogativi a scatola la trama di Alcatraz, la serie prodotta da J.J. Abrams e annunciata come evento dell’anno. […] Suspense, atmosfere cupe e sotterranei fatiscenti, Alcatraz è una crime story che mischia elementi di CSI (le indagini tecnologiche e il caso concluso in ogni episodio) con altri di Lost (la presenza di Garcia e l’uso dei flashback). Nulla di rivoluzionario: un telefilm di buon mestiere realizzato con gli ingredienti giusti per risultare avvincente.” Link all’articolo.

Concludiamo con la rubrica “Canal Grande”, de “La Repubblica”, condotta da Antonio Dipollina. “Il gioco thriller si chiama Alcatraz come il carcere chiuso nel 1963. […] Per dire che J.J. Abrams, creatore di Lost nonché di Fringe, è tornato con una scommessa folle: richiamarsi a Lost senza farlo pesare, e provare a costruire una serie da 302 (potenziali) puntate, quanti erano i prigionieri. […] A ogni puntata si svela un pezzetto di verità ma prima c’è l’action-movie per catturare il criminale. Schema fisso, un po’ troppo.” Link all’articolo.

Fonte: www.tv.mediaset.it – Alcatraz conquista i giornalisti.

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